La nuova tassa introdotta dal governo Monti in occasione del varo della manovra finanziaria per il pareggio dei conti del bilancio dello Stato, è stata oggetto di numerosi dibattiti e modifiche che hanno creato della confusione, per quel che riguarda il pagamento e gli sgravi fiscali previsti dalla normativa per alcune categorie di persone. L’Imposta Municipale Unica, in sostituzione della vecchia ICI, dovrà essere versata da tutti i proprietari di un immobile, o meglio dagli abitanti dello stesso, per finanziare le casse dei comuni, a seguito dei tagli effettuati dallo stesso governo e dai precedenti per il sovvenzionamento agli enti locali.
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Cancellazione Crif
Secondo la normativa attualmente vigente, è possibile rimuovere la posizione creditizia riferita a coloro i quali hanno pagato regolarmente finanziamenti o prestiti nel tempo. E’ bene sottolineare che comunque ciò non porterà alcun tipo di beneficio poiché i creditori, valutando positivamente il fatto che si è sempre riusciti a pagare regolarmente le rate di qualsiasi debito, richiederanno anzi ulteriori garanzie qualora nel database non risultino informazioni riguardanti la vostra persona. Il ragionamento è semplice, chi paga regolarmente i propri debiti continuerà a farlo in futuro ma è anche vero il contrario e cioè che chi non è riuscito a pagare i propri debiti resterà probabilmente un cattivo pagatore. Ovviamente però, per coloro i quali hanno avuto problemi con le banche dati o sono stati truffati con l’inserimento indebito delle proprie generalità, la legge offre l’opportunità di cancellarsi dal Crif gratuitamente, oppure è possibile aggiornare le proprie informazioni rivolgendosi al SIC o all’istituto di credito che ha inoltrato la segnalazione.
L’età pensionabile: quando, con le nuove leggi ?
A seguito della riforma pensionistica varata dal governo Monti, è cambiata la normativa in merito all’età pensionabile ed ai requisiti per raggiungerla; vediamo cosa è stato variatoo e com’è possibile calcolare quando si andrà in pensione. Per quel che riguarda le pensioni per anzianità, per i dipendenti uomini sono richiesti 35 anni di contributi e 60 anni di età oppure 40 di contributi indipendentemente dall’età. Per le donne invece, sono richiesti 35 anni di contributi ed è possibile entrare in pensione a 57 anni, con delle penalizzazione in merito alla liquidazione.
Nuova riforma: guida al calcolo della pensione
Le anzianità contributive maturate dal 1° gennaio 2012 verranno calcolate per tutti i lavoratori e le lavoratrici con il sistema di calcolo contributivo (art. 24 comma 2 del Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201 ”Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento dei conti pubblici”, cosiddetto Decreto Salva Italia).
Il sistema contributivo è un sistema di calcolo della pensione che si basa su tutti i contributi versati durante l’intera vita assicurativa.
Si distingue dal sistema di calcolo retributivo, che si basa sulla media delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di vita lavorativa.
Fino al 1995 le pensioni erano interamente calcolate con il sistema retributivo. La legge di riforma del 1995 ha introdotto il sistema contributivo, creando 3 differenti situazioni: