Banco dei pegni: conviene impegnare oggetti preziosi?

Numeri contrastanti quelli pubblicati da Bankitalia sulle condizioni dell’economia del nostro paese e per il settore finanziario. L’Italia, come si legge nel rapporto, starebbe attraversando un periodo di nuova stabilità economico finanziaria, anche se alcuni segnali restano negativi. E’ il numero di fallimenti di imprese a preoccupare gli esperti mentre, d’altra parte, sta diminuendo l’indicatore di vulnerabilità delle aziende. Sostanziale aumento anche della redditività del settore bancario, anche se i numeri appaiono inferiori a quelli delle banche europee. Ma è il settore dei prestiti e dei pegni che sta conoscendo un nuovo aumento. Si tratta di un fenomeno positivo per gli operatori, ma sintomatico di come la situazione per le famiglie nel nostro paese non sia ancora ottimale.banco dei pegni

E’ il pegno di materiali in oro che sta conoscendo una nuova impennata negli ultimi mesi. Si tratta di un metodo semplice per i consumatori per ottenere denaro liquido in breve tempo. Dal pagamento delle utente telefoniche alla bolletta per luce e gas, il denaro che si ricava con il pegno di oggetti preziosi è spesso destinato a spese urgenti. Ma dietro all’impegno del proprio oro al banco dei pegni, esiste un fattore spesso poco valutato.

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Prestito su pegno: cosa sono e come si ottengono

Una delle tipologie di prestito, spesso meno utilizzate, ma di grande importanza è il pegno. Il funzionamento del prestito su pegno è molto semplice e non si discosta eccessivamente dalla normale tipologia di prestiti. Nella maggior parte dei casi quando richiediamo un pegno, in garanzia, offriamo la busta paga. Si tratta di elemento che garantisce l’istituto di credito che può rivalersi, in caso di mancato pagamento. Ma un’altra tipologia di garanzia può essere messa in campo. Si può trattare spesso di un’ipoteca sull’immobile o di una fideiussione, ma anche di un oggetto personale che si desidera dare in pegno.

prestito pegni

Il pegno è un diritto di garanzia a favore del creditore. Si tratta di un bene mobile del contraente che può essere dato alla banca, in attesa della scadenza del contratto. Di solito quando si parla di prestito su pegno si rimanda ad oggetti di valore come l’oro, i gioielli, ma anche opere d’arte di pregio. La consegna del bene deve avvenire al momento della sottoscrizione del contratto e l’istituto di credito ha l’obbligo di custodirlo con la massima attenzione senza provocare nessun tipo di danno o usura che possa diminuire il valore del bene. 

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Prestiti social lending: la nuova frontiera per ottenere liquidità

Si moltiplicano le nuove forme di prestiti. Negli ultimi anni, in particolare, soprattutto grazie a nuovi sistemi di comunicazione, nel nostro paese stanno approdando pratiche tipiche di altri paesi. Dalla Gran Bretagna, in particolare, è arrivato il prestito peer to peer, una tipologia di prestito che rientra nella categoria dei prestiti social lending. Questa formula viene utilizzata direttamente da casa quando l’utente, senza recarsi in banca, si collega ad alcune apposite piattaforme su internet dedite all’erogazione di prestiti, pur non essendo istituti di credito.

prestito social lending

Si tratta di uno strumento in grado di mettere in contatto l’utente con l’erogatore del prestito. Basta inviare la propria documentazione con la cifra ed il tasso preferito. A questo punto, dall’altra parte, alcuni prestatori valuteranno le condizioni richieste offrendo il servizio. Il compito del sito internet è quello di valutare la richiesta accettandola o respingendola, a seconda delle condizioni. A questo punto il portale che gestisce il servizio di prestito social lending, dividerà la somma richiesta in tante piccoli importi così che ogni singolo prestatore sia esposto in minima parte, diminuendo il pericolo al minimo.

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I prestiti Inpdap/Inps 2016. Quali sono e come richiederli

Come già successo lo scorso 2015, anche quest’anno l’Inps ha pensato, per fronteggiare la crisi che ancora costringe lavoratori e pensionati ad integrare il proprio reddito con prestiti che lo sostengano, a forme di credito rivolte a dipendenti pubblici e pensionati.

Tra surroga mutuo, tasse e costo della vita sempre più crescente non è facile barcamenarsi col solo reddito da lavoro o con la pensione. Il prestito Inpdap, che ormai sappiamo bene essere gestito comunque dall’Inps, si sostanzierà in un aiuto a carattere finanziario erogato ai dipendenti statali, pubblici, ministeriali e delle Forze Armate italiane. Non parliamo del classico prestito Inpdap ma di una tipologia che viene conferita solo una volta che attestate le reali necessità della persona, che possono riguardare difficoltà nell’acquisto di generi alimentari di primaria importanza e/o beni necessari alla sopravvivenza.

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Prestiti, le grandi imprese le più insolventi

Diminuiscono i prestiti alle imprese. Un quadro a tinte fosche è quello della Cgia di Mestre che ha rilevato come il credito alle imprese abbia riscontrato una netta diminuzione. Una vera e propria stretta che rischia di avere delle conseguenze pesanti sull’economia del Bel Paese. E’ di 114 miliardi di euro la diminuzione dei prestiti alle imprese che è stata riscontrata dal 2011 ad oggi. Un dato aggravato soprattutto nel corso dell’ultimo anno durante il quale la diminuzione registrata è stata di 21 miliardi di euro. Un’altra informazione che si ricava dai dati resi noti dall’associazione degli artigiani di Mestre è che, molto spesso, per quanto riguarda la restituzione dei prestiti, sono le piccole e medie imprese a risultare più affidabili.

Prestiti con Cambiali

Le sofferenze, infatti, hanno registrato una diminuzione per quanto riguarda i prestiti inferiori ai 75.000 euro mentre sono aumentate per quelle tipologie di prestiti che vanno dai 75.000 fino ai 125.000 euro, ma di solo mezzo punto percentuale. Ma sono i grandi prestiti che sono letteralmente schizzati nel corso degli ultimi anni. Si tratta di somme che vanno dai 500.000 euro al milione di euro. In queste categorie l’aumento delle sofferenze è stato dell’11,4% mentre si passa agli oltre quattordici punti percentuali per la fascia tra un milione ed due milioni e mezzo; mentre una crescita ancora più notevole è stata registrata per le cifre ancora maggiori con un aumento delle sofferenze pari al 18%.

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Prestiti cambializzati, i pro ed i contro

Una delle formule più comunemente utilizzate per i prestiti è quella dei prestiti con cambiali. Questa tipologia di prestito è, però, direttamente subordinata all’acquisto di un determinato bene. Sono davvero tanti i vantaggi che si possono ottenere attraverso questa formula di prestito. Uno dei maggiori, ad esempio, è quello di non necessitare del possesso di un conto corrente bancario. Ma non finisce qui: il prestito con cambiali può essere realizzato in poco tempo e soprattutto ha una tassazione molto bassa. Nessun tipo di controllo sulle banche dati viene realizzato con questa formula di prestito. Il pagamento di questo prestito, inoltre, può essere effettuato in qualsiasi istituto bancario. Il debito contratto con l’erogazione di questo prestito, inoltre, prevede la possibilità di estinzione, anche anticipata.

pensioni

A fronte di questi vantaggi, però, esistono anche alcuni pericoli nei quali si può incorrere. Questo prestito, ad esempio, prevedendo la formula delle cambiali, può prevedere, in caso di mancato pagamento, la formula del pignoramento dei beni dell’utente. Si tratta di un provvedimento con ricadute immediate e davvero spiacevoli. E’ quindi essenziale che l’utente che decida di contrarre un prestito con il pagamento in cambiali sia realmente a conoscenza delle proprie possibilità economiche di far fronte alle scadenza delle cambiali.

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Prestiti, continua il calo dello Spread

Uno dei termini tecnici che è entrato maggiormente nel linguaggio di tutti, anche dei meno esperti del settore, è “spread“. Con questa parola per mesi si è indicato il differenziale di rendimento tra i tassi del nostro paese, rispetto a quelli tedeschi. Una differenza che appariva quanto mai sintomatica della situazione di forte crisi che viveva la nostra economia in alcuni determinati periodi alcuni anni fa. Ma nonostante questo tipo di differenziale risulta essere maggiormente sulla bocca di tutti gli italiani, un altro tipo di spread tocca maggiormente da vicino le famiglie del nostro paese ed è lo spread tra i tassi di interesse dei prestiti italiani con quelli della Germania.

 

A chiarire l’andamento di questa particolare tipologia di spread, molto più interessante per l’utente comune del Bel Paese, è la Banca d’Italia e la Bce che hanno rilevato come il differenziale tra gli interessi dei prestiti del nostro paese con quelli tedeschi, stia vivendo una lenta, ma graduale, discesa già da diversi mesi. Nel primo trimestre del 2015, in particolare, il differenziale ha conosciuto una significativa diminuzione rispetto agli stessi mesi del 2014. In questo periodo il tasso medio che viene applicato dagli istituti di credito è del 2,60% con un differenziale che si attesta su venticinque punti base mentre nel mese di giugno lo spread si attestava su quota novantasei. Situazione molto differente per i prestiti che hanno un ammontare superiore al milione di euro.

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Prestiti, in crescita il fenomeno della “domanda inespressa”

La quantità di prestiti erogati in favore delle imprese sta crescendo, seppur lentamente, ma in maniera costante. Un segno timidamente positivo per l’economia del nostro paese impegnata della difficile traversata della crisi economica. Ma il dato che appare quanto mai significativo è relativo a tutte quelle imprese che nonostante si trovino in condizione di forte difficoltà, non fanno richiesta di prestito. Una situazione davvero paradossale e che trova giustificazione nella mancata fiducia nel sistema di erogazione del prestito da parte delle banche. Si chiama “domanda inespressa” ed è un fenomeno che sta crescendo soprattutto nel corso degli ultimi mesi.

Prestiti con Cambiali

In pratica è la paura di vedere respingere la propria domanda e per le poche speranze nella condizione economia generale che ancora stenta a decollare a spingere a questo comportamento. La quota di imprese che non effettuano la domanda per un prestito si attesta sul 27,9% del totale. Una quota davvero importante delle imprese italiane che cresce nelle regioni meridionali dove il fenomeno della domanda inespressa supera abbondantemente quella delle aziende che richiedono un prestito: se le prime ammontano al 16,6%, nel secondo caso si arriva al 35% del totale. Un dato davvero sintomatico di come la situazione economica nelle aree meridionali del nostro paese sia vissuta ancora negativamente.

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Prestiti alle imprese, una luce in fondo al tunnel?

Sono ancora centinaia i miliardi di dollari che servirebbero per tornare al livello del 2007, ma la risalita dei prestiti nel corso del 2015 fa ben sperare. Ma la situazione è ancora in continuo mutamento e sono ancora tanti i segnali, anche contrastanti, che emergono dai dati del credito alle imprese nel corso del 2015. L’aspetto che lascia ben sperare gli analisti è la quota di erogazione che gli istituti di credito hanno concesso alle imprese. Un significativo aumento che ha già avuto inizio nel mese di settembre del 2014, ma che sta notevolmente accelerando nel corso degli ultimi mesi.

Come investire cento euro in borsa

I dati che si riferiscono ad un periodo che va fino al mese di giugno di quest’anno, mostrano come il reale volume di prestiti erogati siano in totale di oltre 224 miliardi di euro. Una quota che supera quella registrata del corso dello stesso periodo del 2014. L’aumento registrato si traduce in una quota percentuale del 18%, una situazione che fa ben sperare gli operatori economici che possono guardare all’immediato futuro con maggiore ottimismo. Ad impressionare gli analisti è soprattutto il deciso cambio di rotta che si è registrato rispetto ad un continuo crollo durato ben sei anni che non prometteva nulla di buono per l’economia del Bel Paese e non solo. 

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Prestiti personali senza busta paga

Purtroppo il mercato dei prestiti in Italia è un settore in estrema crescita da diversi anni. La crisi economica, la disoccupazione crescente, la sfiducia dei consumatori spingono i privati e le imprese a chiedere sempre più prestiti e finanziamenti agli istituti di credito.

Prestiti personali senza busta paga

 

Tuttavia, come accade poche volte nella storia, questa volta gli istituti di credito stanno vivendo una crisi di liquidità di dimensioni notevoli. Molti di questi sono rimasti intrappolati in strumenti finanziari crollati dall’oggi al domani, come i Titoli di Stato Greci, e quindi sono privi della liquidità necessaria a concedere finanziamenti ai futuri debitori.

Dunque, il precariato e la disoccupazione da una parte e la crisi di liquidità dall’altra avevano hanno creato le premesse per un’incredibile crisi del credito che è stata solo parzialmente sanata attraverso misure di immissione di liquidità da parte della BCE da una parte e la concessione dei primi prestiti senza busta paga dall’altra. Ovviamente, quando si parla di prestiti senza busta paga si parla di finanziamenti concessi con altre garanzie date da un garante, da una cambiale, da una rendita.

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