Prestiti social lending: la nuova frontiera per ottenere liquidità

Si moltiplicano le nuove forme di prestiti. Negli ultimi anni, in particolare, soprattutto grazie a nuovi sistemi di comunicazione, nel nostro paese stanno approdando pratiche tipiche di altri paesi. Dalla Gran Bretagna, in particolare, è arrivato il prestito peer to peer, una tipologia di prestito che rientra nella categoria dei prestiti social lending. Questa formula viene utilizzata direttamente da casa quando l’utente, senza recarsi in banca, si collega ad alcune apposite piattaforme su internet dedite all’erogazione di prestiti, pur non essendo istituti di credito.

prestito social lending

Si tratta di uno strumento in grado di mettere in contatto l’utente con l’erogatore del prestito. Basta inviare la propria documentazione con la cifra ed il tasso preferito. A questo punto, dall’altra parte, alcuni prestatori valuteranno le condizioni richieste offrendo il servizio. Il compito del sito internet è quello di valutare la richiesta accettandola o respingendola, a seconda delle condizioni. A questo punto il portale che gestisce il servizio di prestito social lending, dividerà la somma richiesta in tante piccoli importi così che ogni singolo prestatore sia esposto in minima parte, diminuendo il pericolo al minimo.

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Prestiti, continua il calo dello Spread

Uno dei termini tecnici che è entrato maggiormente nel linguaggio di tutti, anche dei meno esperti del settore, è “spread“. Con questa parola per mesi si è indicato il differenziale di rendimento tra i tassi del nostro paese, rispetto a quelli tedeschi. Una differenza che appariva quanto mai sintomatica della situazione di forte crisi che viveva la nostra economia in alcuni determinati periodi alcuni anni fa. Ma nonostante questo tipo di differenziale risulta essere maggiormente sulla bocca di tutti gli italiani, un altro tipo di spread tocca maggiormente da vicino le famiglie del nostro paese ed è lo spread tra i tassi di interesse dei prestiti italiani con quelli della Germania.

 

A chiarire l’andamento di questa particolare tipologia di spread, molto più interessante per l’utente comune del Bel Paese, è la Banca d’Italia e la Bce che hanno rilevato come il differenziale tra gli interessi dei prestiti del nostro paese con quelli tedeschi, stia vivendo una lenta, ma graduale, discesa già da diversi mesi. Nel primo trimestre del 2015, in particolare, il differenziale ha conosciuto una significativa diminuzione rispetto agli stessi mesi del 2014. In questo periodo il tasso medio che viene applicato dagli istituti di credito è del 2,60% con un differenziale che si attesta su venticinque punti base mentre nel mese di giugno lo spread si attestava su quota novantasei. Situazione molto differente per i prestiti che hanno un ammontare superiore al milione di euro.

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