Dal 1° gennaio 2012 ci sono stati molti cambiamenti per ciò che riguarda per le pensioni italiane. In questa data infatti è entrato definitivamente in vigore per tutti i lavoratori il sistema di calcolo contributivo, basato cioè sui contributi realmente versati durante l’intera vita lavorativa. Questo metodo di calcolo che si distingue da quello retributivo, fondato sulla media delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di attività lavorativa, che rappresentava un vantaggio per il lavoratore, ma che per il Paese non era più sostenibile a livello economico. È importante specificare che la riforma non tocca coloro che il 1° gennaio di quest’anno erano già in pensione e continueranno quindi a percepire la stessa somma. Per chi sta ancora lavorando, invece, la prospettiva pensionistica può variare di molto a seconda dell’età anagrafica e dell’anzianità di servizio. Finora erano due i criteri di funzionamento su cui si basava del meccanismo delle pensioni:
Pensioni
La tassazione dei fondi pensione
Per ciò che riguarda i fondi pensione, dal 2007 bisogna attenersi a quanto dichiarato dall’articolo 11, comma 6 e articolo 14 commi 4 e 5 del d. lgs. 252/2005. Secondo la legge non ci sono differenze tra prestazioni erogate sotto forma di capitale e prestazioni erogate sotto forma di rendita. Su queste prestazioni il fondo pensione applica una ritenuta a titolo di acconto pari al 15 %. Risultano assoggettate a tale disposizione:
- Le prestazioni in forma di capitale erogate dai fondi pensione, e la liquidazione in una sola soluzione per la parte concessa: il 50 % dell’importo maturato.
- Il riscatto esercitato dopo il pensionamento o dopo il termine del rapporto di lavoro per mobilità o cause che non dipendono dal datore di lavoro o dal lavoratore.
Per ciò che riguarda le modalità di tassazione dei fondi pensione è necessario fare una distinzione tra importi maturati fino al 31 dicembre 2000, ed importi maturati dopo il 1° gennaio 2001.