Luce e Gas: scompare l’Autority, rialzi in vista?

Una notizia che potrebbe non piacere per niente ai milioni di utenti nel nostro paese. Tra pochi mesi sparirà del tutto il servizio di tutela per l’elletricità e per il gas. Insomma niente più difese per i contribuenti italiani che dai prossimi mesi potranno veder notevolmente aumentate le bollette. E’ il primo gennaio 2018 la data fatidica dopo la quale non si avrà più la possibilità di usufruire dei servizi di controllo e difesa dei consumatori che precedentemente veniva offerto dall’Autority.

tasse

Il provvedimento del Governo di Matteo Renzi è previsto nel Decreto Legge sulla concorrenza già approvato in Commissione. A questo punto tutti gli utenti italiani dovranno affrontare la difficile scelta tra i vari prodotti offerti sul mercato. Sono tante le voci contrastanti su questo provvedimento: molti sottolineano come una simile legge porterà ad un aumento indiscriminato dei prezzi mentre risulterà notevolmente più difficile scegliere l’offerta più adatta alle proprie esigenze. Altri, invece, sostengono come la scomparsa dell’autority e la completa liberalizzazione del mercato, possa portare ad una maggiore concorrenza tra le compagnie produttrici con una vasta gamma di scelta tra i singoli prodotti e soprattutto una generale diminuzione dei prezzi.

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Tasse sulla casa, arriva l’altolà di Bruxelles

Non è ancora partita la stesura della nuova Legge di Stabilità del 2016 che già si presentano le prime difficoltà da parte dell’esecutivo di Matteo Renzi. Una serie di dichiarazioni di intenti che non sono piaciute ai tecnici dell’Ue i quali nelle ore scorse hanno ribadito come i provvedimenti che il governo di Roma dovrà prendere nei prossimi  mesi, dovranno concentrarsi, invece, sul taglio delle tasse sul lavoro. Bocciata quindi l’ipotesi di una rimodulazione dell’Imu e della Tasi, imposte che riguardano le abitazioni degli italiani che, negli ultimi anni, hanno visto una crescita impressionante. Ma un’intenzione di non concentrarsi esclusivamente sul tema delle tessa sull’abitazione era già stata invocata, da più parti, all’interno del Partito Democratico.

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Inutile dire che, al di là della dichiarazioni di facciata da parte del Primo Ministro, il parere dell’Ue non potrà passare di certo inosservato dalla maggioranza di centrosinistra che, al pari dei governi precedenti, deve tenere sempre in primaria considerazione il parere dei tecnici di Bruxelles. Sarà da vedere come l’esecutivo gestirà la situazione e soprattutto come riuscirà a mantenere le promesse fatte fino ad ora di una diminuzione dell’imposizione fiscale sulla casa degli italiani. Le risorse da trovare per mettere in piedi i vari provvedimenti sono tante.

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Cessione del Quinto Inpdap

La cessione del quinto per i prestiti INPDAP è una delle forme di credito più diffuse e richieste all’interno del pacchetto delle offerte finanziarie proposte ai dipendenti pubblici. Con tale finanziamento privato, che viene elargito solo a seguito di documentate necessità personali o familiari, il richiedente che può essere un dipendente o un pensionato pubblico deve avere due requisiti fondamentali: il primo è relativo alla sua iscrizione alle gestione delle prestazioni creditizie per cui deve risultare con almeno 4 anni di anzianità di servizio e il secondo è relativo ad un comprovato stato di regolarizzazione di un versamento contributivo dei 4 anni alla gestione delle relative prestazioni sociali di prestito.

Cessione del Quinto Inpdap

Per quanto riguarda la durata essa può essere di due tipi: una quinquennale e cioè con una restituzione della somma percepita in 60 rate mensili e un’altra decennale, cioè con una restituzione in 120 rate mensili. Ovviamente il prestito elargito viene calcolato in base a due fondamentali parametri e cioè un tasso d’interesse annuo del 3,50% e un ammontare delle spese di amministrazione pari al 0.50%. Tecnicamente il prestito erogato viene chiamato cessione del quinto, perché essendo rimborsato attraverso un addebito automatico che l’Inps effettua sulla propria pensione o sul proprio stipendio, il prelievo che viene fatto non può in alcun modo superare un quinto dell’importo mensile della pensione o dello stipendio.

Quindi sarà stesso l’Inps a versare la quota pattuita trattenendola direttamente dalla pensione o dallo stipendio del richiedente. Per quanto riguarda i pensionati ci sono dei limiti da non poter arginare e dunque per forza di cose non tutti possono richiedere questo tipo di prestito, e dunque la cessione del quinto non è prevista per pensioni sociali, per assegni mensili per l’assistenza ai pensionati o altri tipi di assegni come quelli di sostegno al reddito oppure al nucleo familiare. Laddove il pensionato deve semplicemente richiedere la comunicazione di cedibilità della pensione, in cui praticamente gli viene consegnato un documento in cui viene indicato l’importo massimo della rata del prestito.

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Sofferenza bancaria, cosa sapere?

Purtroppo la condizione di sofferenza bancaria è una condizione economica che affligge molte aziende e molti privati. Prima di dire tutto ciò che c’è da sapere sulla sofferenza bancaria, tuttavia, è necessario spiegare la situazione di incaglio. Infatti, la sofferenza bancaria è la diretta conseguenza dell’incaglio bancario.

Sofferenza bancaria

Come si legge in questo sito, l’incaglio bancario è una situazione in cui la banca esprime richiesta di rientro dell’esposizione entro un termine negoziato con il cliente di solito 10 – 14 mesi. All’incaglio bancario, segue la sofferenza bancaria. Insomma è impossibile essere in stato di sofferenza bancaria se prima non si è vissuta la posizione di incaglio. Differentemente dall’incaglio, che è solo una situazione transitoria, la posizione di sofferenza bancaria è generalmente definitiva e come afferma questo post, è generalmente legata ai concetti di precetto, protesto e ingiunzione.

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Come funziona la Borsa Italiana

Le entrate e il giro di denaro all’interno di un Paese passa anche e soprattutto attraverso gli investimenti finanziari. Sono molti infatti i singoli che decidono di crearsi un lavoro dal nulla, e iniziare a investire in borsa parte del proprio denaro. Le dinamiche di investimento ed equità relativa alle operazioni in borsa da parte dei contribuenti italiani è regolata e gestita da una società ben precisa: la Borsa Italiana.

Borsa Italiana

Per riuscire a fare degli investimenti oculati e redditizi è necessario però rimanere sempre aggiornati sull’andamento della borsa italiana e internazionale e comprendere in modo dettagliato le dinamiche legate alla stessa, anche nelle nuove realtà del trading online.

Esistono inoltre degli indici e dei valori che sono fondamentali non solo per il buon andamento della borsa, ma anche per l’economia stessa di una nazione. È importante infatti che si verifichi una regolare sviluppo dello spread (utilizzando eventualmente strategie come il Fibonacci Trading) e che si tengano in considerazione anche i Bot, i Cct, l’Euribor, l’Irs, lo Spread Bund e i maggiori titoli di Stato italiani e stranieri.

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Vaglia postale: cos’è e guida alla compilazione

Uno dei servizi postali ancora molto utilizzati è il vaglia postale. Il vaglia è un mezzo di pagamento che essendo molto economico ed efficiente, permette un facile utilizzo a tutti. Il vaglia permette di trasferire somme di denaro, entro un tetto massimo di importo stabilito verso il nostro paese, ma anche per l’estero ; il tutto avviene anche senza possedere un conto corrente postale o bancario. Il vaglia postale può essere trasferito mediante girata apposta sul retro del modulo oppure disporre delle clausola non trasferibile.

Vaglia postale

Le tipologie di vaglia esistenti sono quattro. L’ordinario, il veloce, il circolare e l’internazionale. Per quanto riguarda il primo tipo di vaglia, cioè l’ordinario, consiste in un servizio che serve a trasferire una certa quantità di soldi in tutta Italia. Per fare un vaglia ordinario basta recarsi all’ufficio postale anche se non si è titolare di un conto corrente postale. Il servizio non ha nessun tipo di costo per il beneficiario mentre ha un prezzo di sei euro per il richiedente. Il vaglia veloce ha le stesse caratteristiche del precedente con l’unica differenza riguardo le tempistiche di riscossione da parte del beneficiario e del prezzo che per il richiedente in questo caso ammonta a dieci euro.

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Come fare un bonifico senza conto corrente

Dallo stipendio alla pensione oggi tutto passa da un conto corrente perciò non averne uno può risultare davvero un problema. L’istituto di credito dovrà censire la persona che vuole effettuare il bonifico registrando i dati anagrafici del richiedente.

Bonifico senza conto corrente

Un’ operazione davvero lunga e di difficile risoluzione: non è detto, infatti che la banca abbia intenzione di accettare il pagamento senza il possesso di un conto e ammesso che accetti, il costo di tale operazione comporterebbe innanzitutto il pagamento allo sportello al momento di effettuare l’operazione con costi notevolmente più alti dell’operazione effettuata con il conto corrente. Ricapitolando in teoria sarebbe possibile effettuare un bonifico senza il possesso di un conto corrente, ma gli scogli da superare sarebbero molteplici: il censimento dell’ordinante, la consegna all’istituto del contante da accreditare sul corrente con i dati del beneficiario ed il codice Iban e l’alta commissione che la banca chiederà. Il codice dovrà essere comunicato con estrema precisione perché si rischia seriamente di accreditare la somma ad altri o di non far andare a buon fine l’operazione. Altra modalità di fare un bonifico senza un conto corrente potrebbe essere attraverso una carta ricaricabile con codice Iban.

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Codice Tributo 2003: cos’è e a cosa si riferisce

Molti sono i codici, come ad esempio il Codice Tributo 2003, che la maggior parte della popolazione si trova ad affrontare in prima persona o per motivi di lavoro e in quest’ articolo, così come in molti altri, tenteremo di spiegare in modo semplice quali sono i più importanti in modo tale da aiutare chi, poco esperto della materia, si trova a dover cercare sul web il significato di uno specifico codice tributo.

Codice Tributo 2003

Sarà capitato sicuramente a molti di trovarsi davanti un “invito” di pagamento e proprio per questo non si può non aver incontrato il codice che oggi tratteremo, proprio perché sembra essere tra i più usati. Entriamo quindi nello specifico trattando il codice tributo 2003: esso si riferisce in sintesi ad una forma di pagamento; esso riguarda il saldo Ires sulla base dell’articolo 72 del DPR 917/86 modificato poi dal Decreto Legislativo 344/03 ,è inteso come una forma di pagamento che il contribuente interessato deve versare all’erario.

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Come compilare l’Assegno postale non trasferibile

Denaro e poste italiane: saranno queste le parole chiave che andremo ad utilizzare oggi ed in particolare analizzeremo il metodo di pagamento ,maggiormente utilizzato negli ultimi tempi , dell’Assegno postale non trasferibile. Per iniziare cerchiamo di capire velocemente cos’è l’assegno postale e soprattutto come si compila quello non trasferibile: esso è il metodo di pagamento maggiormente utilizzato perché è accettato per qualunque situazione, risulta utile il suo utilizzo quando è necessario emettere cifre abbastanza alte e la particolarità di questo tipo di pagamento è che l’addebito sul conto verrà effettuato solo ed esclusivamente al momento dell’incasso dell’assegno da parte del destinatario; ciò avviene automaticamente perché per poter utilizzare gli assegni postali è necessario avere un conto (per esempio BancoPosta ) e soprattutto quest’ultimo deve disporre di un saldo positivo a coprire la cifra dell’assegno.

Assegno postale non trasferibile

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Scontrino fiscale manuale: cos’è e chi lo usa!

In tempi di crisi si sa, ognuno cerca in qualche modo di pagare meno e spesso si ci trova in situazioni un po’ fastidiose che potrebbero causarci problemi: stiamo parlando dell’evasione fiscale, argomento purtroppo discusso negli ultimi tempo proprio per la frequenza con cui il nostro paese cerca di imbrogliare lo Stato. Guardie di Finanza sempre in allerta davanti ai negozi per controllare il corretto svolgimento delle azioni commerciali e c’è un particolare piccolo e poco considerato ,che spesso rende possibile scoprire se un attività è lecita o meno. Stiamo parlando proprio di quel pezzettino di carta che spesso si butta nella spazzatura appena usciti dal negozio: lo scontrino fiscale.

scontrino

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