Il nuovo regime dei minimi viene applicato a partire da gennaio 2012 ai giovani, ai lavoratori in mobilità e ai nuovi imprenditori che cominciano una loro attività. Esso viene inoltre applicato a chi ha iniziato una propria attività successivamente al 31 dicembre 2007. Con “inizio di un’attività”, non si intende il giorno in cui viene aperta la partita IVA, bensì l’inizio vero e proprio dell’attività cioè le prime azioni collegate all’attività come per esempio l’acquisto di beni. Per poter accedere al regime dei minimi il contribuente deve rispettare le seguenti caratteristiche:
- Noi tre anni precedenti non deve aver esercitato attività artistica o professionale.
- L’attività che verrà esercitata non deve essere il continuo di un’attività svolta in precedenza. Sono esclusi i casi in cui l’attività già svolta in precedenza consista nel periodo di pratica obbligatoria da effettuare per poter esercitare l’esercizio dell’attività stessa.
Il compito degli analisti è quello di studiare e valutare i grafici dell’andamento passato, cercando così di prevedere i movimenti futuri. Secondo la teoria di Charles Dow, il trend può durare da uno a svariati anni (trend primario), da alcune settimane a più mesi (trend secondario), oppure da pochi giorni fino ad un massimo di tre settimane (trend minore). Secondo Dow, per stabilire se si rientra in una fase di trend bisogna controllare l’andamento e i volumi di scambio. Infatti, è stata verificata una relazione tra volumi ed indice dei prezzi. Ciò significa che l’aumento dei volumi confermerà l’azione di un trend.
Il trader è colui che compra e vende, direttamente dalla propria abitazione, beni immateriali ( per esempio azioni o valute), o materiali ( per esempio materie prime), ricavandone un profitto molto alto. Il vantaggio maggiore del trader consiste negli elevati profitti che può ricavare: un buon trader può guadagnare migliaia di euro al giorno, i trader migliori possono addirittura guadagnare miliardi. Quest’ultimo caso però è molto difficile da realizzare. E’ molto più semplice infatti guadagnare qualche centinaio o al massimo migliaio di euro al giorno attraverso la propria attività. Oltre ai guadagni, sono anche altri i fattori che costituiscono un vantaggio per chi intraprende questa professione. Uno dei vantaggi principali è la flessibilità oraria e la conseguente relativa gestione del proprio tempo. Il trader infatti può liberamente decidere se e quando lavorare: per lui non esistono orari, non esiste il capo, e non esiste nessuno regolamento aziendale da rispettare. Il trader può così dormire quanto vuole, può dedicarsi alla propria famiglia e ai propri hobby.
L’ex regime dei minimi viene assorbito dal nuovo regime fiscale di vantaggio dedicato all’imprenditoria giovanile e ai lavoratori in mobilità. Il nuovo regime può essere applicato solo per il periodo di imposta in cui si è cominciata l’attività e per i quattro periodi di imposta successivi. Se il contribuente non ha ancora 35 anni, si può prolungare l’applicazione del regime fino al periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età. La legge stabilisce che il regime dei minimi è il regime naturale in cui rientrano le persone fisiche che intraprendono un’attività di impresa arte o professione, oppure che l’hanno intrapresa dopo il 31 dicembre 2007. Il nuovo regime quindi, può essere adottato soltanto da coloro che cominciano una nuova attività o l’hanno cominciata dopo l’entrata in vigore delle disposizioni relative all’ex regime dei minimi. È da sottolineare che come inizio dell’attività non si intende l’apertura della partita iva, ma quando si è dato inizio all’attività stessa.
La dichiarazione di intento consiste in una comunicazione rivolta ai fornitori, ed effettuata da parte di coloro che acquistano beni o usufruiscono di servizi senza versare l’iva. A pagare senza iva sono gli esportatori abituali, cioè coloro che nei 12 mesi precedenti hanno registrato esportazioni per un ammontare che supera il 10% del volume di affari conseguito in quel determinato periodo. Questa dichiarazione va trasmessa in via telematica attraverso l’apposito modello. Il software per compilazione e tutte le informazioni relative all’inoltro telematico si possono facilemente trovare sul sito dell’agenzia delle entrate. Dopo l’inoltro, viene rilasciata dal sistema una ricevuta telematica che certifica il corretto invio della certificazione. Le società che svolgono in prevalenza attività agricola, gli enti o le associazioni, i produttori agricoli che effettuano acquisti intracomunitari per un importo che va oltre i 10 mila euro devono necessariamente dichiarare l’ammontare degli acquisti intracomunitari di beni registrati nel mese precedente, insieme al totale dell’imposta dovuta e agli estremi dei versamenti.
Le cartelle esattoriali devono essere trasmesse entro 5 anni a partire dal momento in cui il verbale diviene titolo esecutivo, escludendo i casi di interruzione stabiliti dal Codice Civile. Il ricorso alla cartella esattoriale può essere effettuato solo ed esclusivamente per errori materiali della cartella o per vizi di notifica, ma non nel caso in cui si voglia contestare nel merito il verbale poiché, all’invio della cartella, è già scaduto il termine massimo per presentare ricorso contro il verbale al Prefetto o al Giudice di pace. Il ricorso contro la cartella deve essere presentato al giudice di pace competente entro i 30 giorni che seguono la sua notifica. Ecco i casi più frequenti in cui è possibile la presentazione del ricorso:
Il DPR 640/72 regola l’imposta sugli intrattenimenti, ovvero quell’imposta che viene applicata ad intrattenimenti, giochi e varie attività come l’utilizzo di biliardini, il noleggio di go-kart, esecuzioni musicali, il gioco del bowling, l’ingresso in sale da gioco ecc… L’articolo 2 del DPR 460 del 1972 prevede il pagamento dell’imposta a chiunque organizzi intrattenimenti. Per gli apparecchi meccanici o elettromeccanici l’imposta deve essere pagata dal gestore. La base imponibile è costituita dal prezzo pagato per seguire lo spettacolo o dal prezzo dei singoli biglietti ad esclusione dei biglietti diffusi gratuitamente. Inoltre, per il calcolo della base imponibile bisogna tener conto di altri fattori come degli incrementi dovuti alle consumazioni o ad altri servizi, il totale di ciò che viene incassato per gli abbonamenti, i ricavi provenienti da sponsorizzazioni ecc… Per alcune attività esiste un regime forfettario per determinare la base imponibile del 50 % dei proventi incassati. Le attività a cui viene applicato questo regime sono le esecuzioni musicali non dal vivo eseguite in pubblici esercizi senza prestazioni sostitutive o aggiuntive imposte ai partecipanti, oppure attività di importanza minima.
Esistono varie situazione in cui contribuente può trovarsi in uno stato di credito nei confronti del fisco, e i motivi possono essere i più svariati. Tra i casi più comuni ci sono per esempio il versamento sbagliato di imposte non dovute, oppure un versamento eccessivo rispetto all’effettivo importo. In casi come questi si può fare domanda di rimborso attraverso la dichiarazione dei redditi, utilizzando quindi il modello 730, il modello Unico, oppure una specifica domanda. Per poter presentare istanza di rimborso esistono dei termini di scadenza che, una volta superati, non permettono più il rimborso. Questi termini sono 48 mesi per le imposte sui redditi, per i versamenti diretti, per le ritenute operate dal sostituto d’imposta e per le ritenute dirette operate dallo Stato. Per le imposte indirette invece il termine è di 36 mesi. L’istanza di rimborso, redatta in carta semplice, deve essere presentata presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente e deve riportare i motivi secondo cui si ritiene di aver diritto a un rimborso. Oltre alla richiesta devono essere presentate le distinte dei versamenti eseguiti.
L’articolo 13 del Decreto Legislativo numero 472 dell’anno 1997 regola il ravvedimento operoso, ossia quel procedimento che permette di regolarizzare versamenti di imposte mancanti o insufficienti oltre ad ulteriori irregolarità fiscali, permettendo di usufruire della riduzione delle sanzioni. Per poter usufruire del ravvedimento è necessario rispettare certi limiti di tempo. Inoltre, altri requisiti fondamentali per poter usufruire del ravvedimento sono i seguenti:
Attraverso la sentenza numero 4492, la Corte Suprema ha voluto sottolineare che l’esonero dall’IRAP e la sua soggettività non si presentano come condizioni acquisite in maniera definitiva. La Corte Suprema ha infatti specificato che i requisiti relativi all’autonoma organizzazione o meno devono essere necessariamente verificati ad ogni periodo d’imposta. Per poter capire quali sono i soggetti che devono pagare l’IRAP e a chi invece spettano le esenzioni dal pagamento, bisogna fare riferimento a vari fattori. Di seguito citiamo i principali: