Come pagare la SIAE

Come pagare la SIAE

Come pagare la SIAEIl DPR 640/72 regola l’imposta sugli intrattenimenti, ovvero quell’imposta che viene applicata ad intrattenimenti, giochi e varie attività come l’utilizzo di biliardini, il noleggio di go-kart, esecuzioni musicali, il gioco del bowling, l’ingresso in sale da gioco ecc… L’articolo 2 del DPR 460 del 1972 prevede il pagamento dell’imposta a chiunque organizzi intrattenimenti. Per gli apparecchi meccanici o elettromeccanici l’imposta deve essere pagata dal gestore. La base imponibile è costituita dal prezzo pagato per seguire lo spettacolo o dal prezzo dei singoli biglietti ad esclusione dei biglietti diffusi gratuitamente. Inoltre, per il calcolo della base imponibile bisogna tener conto di altri fattori come degli incrementi dovuti alle consumazioni o ad altri servizi, il totale di ciò che viene incassato per gli abbonamenti, i ricavi provenienti da sponsorizzazioni ecc… Per alcune attività esiste un regime forfettario per determinare la base imponibile del 50 % dei proventi incassati. Le attività a cui viene applicato questo regime sono le esecuzioni musicali non dal vivo eseguite in pubblici esercizi senza prestazioni sostitutive o aggiuntive imposte ai partecipanti, oppure attività di importanza minima.

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Come fare istanza di rimborso

Come fare istanza di rimborso

Come fare istanza di rimborsoEsistono varie situazione in cui contribuente può trovarsi in uno stato di credito nei confronti del fisco, e i motivi possono essere i più svariati. Tra i casi più comuni ci sono per esempio il versamento sbagliato di imposte non dovute, oppure un versamento eccessivo rispetto all’effettivo importo. In casi come questi si può fare domanda di rimborso attraverso la dichiarazione dei redditi, utilizzando quindi il modello 730, il modello Unico, oppure una specifica domanda. Per poter presentare istanza di rimborso esistono dei termini di scadenza che, una volta superati, non permettono più il rimborso. Questi termini sono 48 mesi per le imposte sui redditi, per i versamenti diretti, per le ritenute operate dal sostituto d’imposta e per le ritenute dirette operate dallo Stato. Per le imposte indirette invece il termine è di 36 mesi. L’istanza di rimborso, redatta in carta semplice, deve essere presentata presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente e deve riportare i motivi secondo cui si ritiene di aver diritto a un rimborso. Oltre alla richiesta devono essere presentate le distinte dei versamenti eseguiti.

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Il ravvedimento operoso

Il ravvedimento operoso

Il ravvedimento operosoL’articolo 13 del Decreto Legislativo numero 472 dell’anno 1997 regola il ravvedimento operoso, ossia quel procedimento che permette di regolarizzare versamenti di imposte mancanti o insufficienti oltre ad ulteriori irregolarità fiscali, permettendo di usufruire della riduzione delle sanzioni. Per poter usufruire del ravvedimento è necessario rispettare certi limiti di tempo. Inoltre, altri requisiti fondamentali per poter usufruire del ravvedimento sono i seguenti:

  • La violazione non deve essere già stata constatata e notificata a chi l’ha commessa.
  • Non devono essere cominciati accessi, ispezioni e verifiche.
  • Non devono essere incominciate altre operazioni di accertamento comunicate in maniera formale all’autore. I versamenti possono essere effettuati attraverso il modello F24, per ciò che riguarda le imposte sui redditi, le relative imposte sostitutive, l’Iva, l’Irap e l’imposta sugli intrattenimenti oppure attraverso il modello F23, per l’imposta di registro e gli altri tributi indiretti.

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Come fare istanza di rimborso IRAP

Come fare istanza di rimborso IRAP

Come fare istanza di rimborso IRAPAttraverso la sentenza numero 4492, la Corte Suprema ha voluto sottolineare che l’esonero dall’IRAP e la sua soggettività non si presentano come condizioni acquisite in maniera definitiva. La Corte Suprema ha infatti specificato che i requisiti relativi all’autonoma organizzazione o meno devono essere necessariamente verificati ad ogni periodo d’imposta. Per poter capire quali sono i soggetti che devono pagare l’IRAP e a chi invece spettano le esenzioni dal pagamento, bisogna fare riferimento a vari fattori. Di seguito citiamo i principali:

  • È necessario verificare se l’imprenditore è il responsabile dell’intera organizzazione o se invece è un soggetto che viene inquadrato in una struttura specifica. In base a questo criterio risultano esenti dal pagamento IRAP i medici che lavorano presso le strutture ospedaliere, i professionisti associati ad uno studio professionale, l’amministratore o il sindaco che operando con partita iva, fatturano un determinato compenso.
  • Bisogna porre attenzione sulla normale dotazione del settore.

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Come richiedere la tessera sanitaria

Come richiedere la tessera sanitaria

Come richiedere la tessera sanitariaLa Tessera Sanitaria permette di monitorare sulla spesa sanitaria e di conoscere e gestire le risorse spese nella sanità, impiegando in maniera migliore il denaro pubblico. Ogni tessera sanitaria contiene i dati anagrafici della persona e il relativo codice fiscale, la data di scadenza (valida solo per ciò che riguarda l’assistenza sanitaria), una sezione riservata a eventuali dati sanitari regionali, tre caratteri braille, ed infine il codice fiscale in formato codice a barre e banda magnetica. Tutti i cittadini italiani devono avere una tessera sanitaria che risulta necessaria quando si va dal medico o dal pediatra, quando ci si reca in farmacia, per la prenotazione di un esame, per effettuare una visita specialistica in una struttura pubblica, per usufruire di cure termali ed infine, può essere utilizzata per presentare il proprio codice fiscale. Ai nuovi nati, il Comune oppure l’Agenzia delle Entrate, attribuiscono un codice fiscale al bambino.

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Depositi fiscali Iva

Depositi fiscali Iva

Depositi fiscali IvaRiportando le parole della legge, i depositi iva sono “speciali depositi fiscali per la custodia di beni nazionali e comunitari che non siano destinati alla vendita al minuto nei locali dei depositi medesimi”. In parole più semplici i depositi fiscali a fini Iva sono dei veri e propri depositi in cui vengono custoditi beni, che possono essere stati acquistati in Italia, all’interno dell’Unione Europea, oppure provenire da paesi extracomunitari, e che hanno già scontato i dazi doganali e sono quindi pronti per essere messi in libera circolazione sul mercato comunitario.  Possono rientrare nella categoria dei depositi iva anche i depositi doganali, a patto che venga trasmessa all’Ufficio doganale competente una specifica comunicazione, contenente anche le indicazioni relative alle  procedure da seguire per la determinazione dei beni custoditi e che rispondono a regimi diversi.

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Il nuovo indicatore Isee

Il nuovo indicatore Isee

Il nuovo indicatore IseeL’indicatore Isee della situazione economica equivalente, sta per cambiare, nel 2013 infatti entrerà in vigore la nuova riforma che prevede importanti novità riguardo a questo strumento attraverso il quale lo Stato definisce una soglia minima di reddito che permette ai cittadini che non la superano di usufruire di esenzioni, o agevolazioni di vario genere. Con le novità previste dalla riforma, quasi sicuramente saranno di più gli italiani che rientreranno nelle categorie superiori di reddito e che quindi non potranno più usufruire delle agevolazioni previste. Andiamo a vedere le principali novità che interesseranno i cittadini a partire dal 2013:

Prima casa. Con la nuova riforma il valore della prima casa, costituirà il 60% dell’intero Isee, senza alcuna franchigia. Questo norma interesserà anche chi ha ricevuto la propria casa da un’eredità, o chi ha acquistato la propria abitazione attraverso un mutuo. Risultano invece esenti da questa nuova norma, coloro che devono ancora estinguere il loro mutuo.

Altri redditi. Faranno parte dell’Isee anche gli affitti e l’indennità di accompagnamento per i soggetti che presentano delle disabilità. Verrà introdotta una franchigia del 20% sul lavoro dipendente, sui redditi da pensione e sugli alimenti versati ad ex coniugi e figli. Per i soggetti disabili, entrerà in vigore la distinzione tra disabilità media, grave e situazione di non autosufficienza.

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Come fare istanza di interpello

Come fare istanza di interpello

Come fare istanza di interpelloScopri subito come fare un’istanza di interpello, il quale permette al contribuente di conoscere l’interpretazione giuridica dell’agenzia delle entrate in merito alle operazioni fiscale di proprio interesse. Esistono varie tipologie di interpello che sono le seguenti:

L’interpello ordinario: Il contribuente deve presentare istanza alla direzione regionale di competenza. L’istanza va presentata in carta libera e può essere consegnata a mano oppure può essere spedita per posta attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno. Il contribuente ha diritto a una risposta entro i 120 giorni successivi alla presentazione dell’istanza.

L’interpello CFC: Attraverso questa istanza il contribuente deve presentare tutta la documentazione necessaria che fornisca i motivi che presuppongono che possa essere disapplicata la normativa sulle imprese estere partecipate. Inoltre l’istanza può essere presentata anche per altri motivi come nel caso di interpello in materia di utili da partecipazione, interpello sulle plusvalenze da partecipazioni, interpello riguardante la participation exemption, e l’interpello in materia di dividendi. Questa istanza deve essere presentata presso l’agenzia delle entrate alla direzione centrale normativa, attraverso la direzione regionale competente.

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Imposta comunale sulla pubblicità

Imposta comunale sulla pubblicità

Imposta comunale sulla pubblicitàL’imposta comunale sulla pubblicità è un’imposta che regola la diffusione dei messaggi pubblicitari di ogni tipo, dai cartelli alle insegne, dagli striscioni ai veicoli ecc. La tassazione viene imposta dal momento in cui i messaggi pubblicitari vengono diffusi in un luogo pubblico o comunque in un qualsiasi luogo aperto al pubblico. Esistono due tipi di imposte comunali sulla pubblicità: la prima è permanente, e la seconda è temporanea. Questa distinzione si basa sulla durata dell’esposizione della pubblicità stessa. Rientrano nella categoria di pubblicità temporanea tutte quelle forme di pubblicità che vengono esposte per un tempo inferiore ad un anno mentre nel caso di un’esposizione superiore ad un anno si parla di pubblicità permanente. Su questa distinzione si basa anche, almeno in parte, il calcolo dell’imposta da pagare.

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Le associazioni di promozione sociale

Le associazioni di promozione sociale

Le associazioni di promozione socialeVengono definite associazioni di promozione sociale quelle organizzazioni che riuniscono dei membri che perseguono lo stesso scopo. Gli individui che fanno parte di un’associazione di promozione sociale quindi collaborano per un fine comune di natura non commerciale. Rientrano nella categoria di associazioni di promozione sociale le associazioni, i movimenti e i gruppi. Non rientrano invece nella categoria i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei datori di lavoro, le associazioni professionali e di categoria e tutte quelle associazioni che si pongono come fine esclusivamente la tutela degli interessi economici degli associati. Le organizzazioni di promozione sociale vengono disciplinate dalla legge 383/2002 che prevede che queste associazioni debbano necessariamente essere iscritte al registro nazionale oltre che ai vari registri regionali. Per creare un’associazione di promozione sociale è necessario per prima cosa stendere l’atto costitutivo, cioè il documento che certifica la costituzione dell’associazione. In secondo luogo, deve essere redatto lo statuto, cioè quel documento che spiega le regole dell’organizzazione. In questi due documenti devono essere citati espressamente la denominazione dell’ente, lo scopo, il patrimonio, e la sede dell’organizzazione, ed infine la normativa sull’ordinamento e sull’organizzazione dell’associazione.

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